San Barbato: dono e impegno

Lettera aperta di Don Filippo.

Una volta tanto permettetemi di elogiare il Comitato-Festa composto dai giovani Luigi Carlo, Lucia Di Paola, Giuseppe Iaquinto, Giuseppe Pascale, Silvio Pascale, Giovanni Scetta, Giovanni Verrillo con l’esperienza degli adulti Ivano Di Paola (vice-presidente), Angelina Flore, Giovanni Pelosi e Giancarlo Verrillo.

Grazie alla loro disponibilità, allo spirito di sacrificio, alla passione, all’impegno, anche quest’anno abbiamo avuto la gioia di celebrare degnamente e convenientemente la festa del nostro san Barbato. Anche quest’anno (oramai è tradizione!) diversi sacerdoti, come tanti tasselli di un mosaico, attraverso il commento della Parola di Dio e l’applicazione concreta, con il riferimento alla vita e alle opere del Vescovo, che nel VII secolo si prodigò per combattere la superstizione e l’idolatria dal cuore e dalla vita del popolo sannita, ci hanno guidati nella preparazione spirituale.

Ed è stata un’esperienza molto bella e interessante, anche perché abbiamo avuto l’opportunità di conoscere o di rivedere i sacerdoti della nostra diocesi.

Quest’anno abbiamo dato preferenza ai sacerdoti della Forania di Airola. Lunedì 10 febbraio don Claudio Carofano, parroco di Bucciano, ha segnato l’inizio della novena. Poi, a seguire, martedì 11 febbraio don Giovanni Meccariello, Parroco di Valle di Maddaloni; mercoledì 12 febbraio don Raffaele Liberatore, parroco di Arpaia; giovedì 13 febbraio don Liberato Maglione, parroco di San Giorgio in Airola; venerdì 14 febbraio don Pino Di Santo, Rettore del Seminario Diocesano con i seminaristi del seminario minore e maggiore; sabato 15 febbraio don Mimmo De Santis, Direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano; domenica 16 febbraio Padre Roberto D’Orazio di Airola; lunedì 17 febbraio don Valerio Piscitelli, parroco di Moiano. La festa è cominciata ufficiale con i primi vespri di martedì 18 febbraio. Alle 17.30 il nostro vescovo Michele De Rosa ha presieduto la messa in onore del Patrono. Nell’omelia ha richiamato sostanzialmente la centralità che Dio deve avere per noi: “Io sono il tuo Dio: non avrai altro dio all’infuori di me”. E tra l’altro ha sottolineato: “Gesù, più che il buon pastore, è da definire il bel pastore, non nel senso di bellezza fisica: la bellezza va intesa proprio nel senso che questo Dio si prende cura di noi, offre la sua vita; ama e conosce personalmente le sue pecorelle”. Mercoledì 19 sono stati i preti di Castelvenere a presiedere le celebrazioni: alle 8.30 don Filippo Figliola; alle 9.30 don Paolo Fappiano; alle 10.30 don Pino Di Santo. A seguire la processione con la statua di San Barbato. La messa delle ore 18.00 è stata presieduta dal vescovo emerito di Lucera-Troia Mons. Francesco Zerrillo. Nell’apprezzata omelia, parlando con il cuore al cuore dei fedeli, ha ripercorso la vita e le opere di san Barbato. Ha concluso con l’esortazione a scegliere sempre Dio, a metterlo al centro della vita e di ogni nostra intenzionalità. Poi la processione con le due reliquie e, al termine, la benedizione con le medesime compiuta dai diaconi: il transeunte don Antonio Macolino (sarà ordinato sacerdote il 26 giugno prossimo) e il permanente don Giuseppe Berlangieri. Hanno fatto da cornice alla festa la Banda musicale “Città di Castelvenere” e il favoloso e magico spettacolo “Piromusicale” di fuochi d’artificio delle Ditte: “Lieto Carmine e figl”” di Taurano  e “Fratelli Pannella” di Ponte.

Concludo con il testo apposto all’inizio del manifesto: “La festa di San Barbato, che  il Signore ci dona la gioia di celebrare anche quest’anno, è sempre un dono e un impegno: dono perché in san Barbato, come in tutti i santi, il Signore ci dà un segno sicuro del suo amore; impegno perché in lui ci offre un modello da imitare. Possa la festa del santo Patrono suscitare in noi frutti di vera conversione all’amore verso Dio e tra di noi, perché la nostra devozione sia vera e autentica”.

Grazie al Sindaco e all’Amministrazione Comunale; alle Forze dell’Ordine; a Antonella Scetta Comandante dei Vigili Urbani e ai suoi collaboratori; alla Protezione Civile, sezione di Castelvenere.

Un grazie con tutto il cuore a ciascuno di voi, carissimi castelveneresi che avete offerto un segno tangibile e evidente della vostra devozione limpida, sincera, pulita, bella! Viva san Barbato, viva Castelvenere.

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